DISGRAZIE ALL'ITALIANA
Una ragazza in coma dopo un'operazione alle tonsille per mancanza d'ossigeno: "un errore umano".
VENEZIA - Un banale intervento per l'asportazione delle tonsille è finito nel dramma all'ospedale di Portogruaro dove una giovane di 26 anni è ora in coma dopo essere rimasta per alcuni, lunghissimi minuti, senza ossigeno. Un errore umano, un «deprecabile incidente» ha subito ammesso l'Asl 10 di San Donà di Piave, competente sul nosocomio, perché durante l'operazione si è verificata «l'accidentale fuoriuscita del tubo endotracheale. Così inizia l'articolo sul Corriere. Davanti ad una simile notizia non si può andare oltre, lasciare che essa si confonda nel calderone delle parole che riportano le disgrazie, gli incidenti, le guerre,che mietono vittime nell'indifferenza del mondo. Leggendo l'accaduto il pensiero va subito ai parenti della vittima, alla loro disperazione per un dolore ingiustificabile, per la perdita di una persona amata priva di alcun senso. C'è da perdere la testa, da diventare matti; chi potrà mai rispondere alla domanda dei genitori della giovane ragazza, chi potrà mai dirle perché la loro amata è dovuta morire nel mezzo dei suoi anni migliore? E le affermazioni delle autorità che giustizia sarà fatta e i colpevoli pagheranno non coprono l'urlo di un dolore smisurato. Non c'è pena che potrà riportare in vita la ragazza e restituirla all'amore dei suoi.
Il fatto è la conseguenza di un modo tutto italiano di comportarsi sul lavoro, di adempire al dovere e agli obblighi verso la comunità in cui viviamo; è la testimonianza del nostro lassismo, del menefreghismo imperante, della superficialità diffusa e radicata ovunque. In ospedale non dovrebbe essere così, il pressappochismo italico dovrebbe essere bandito tra coloro a cui affidiamo la nostra vita; eppure sempre più spesso capita di lasciarci le penne per "un errore umano".



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