22 aprile 2007

"LE BELLE IMMAGINI", di Simone de Beauvoir

"Tutto il male viene dal fatto che ha moltiplicato i propri bisogni mentre avrebbe potuto contenerli; invece di aspirare ad una abbondanza che non esiste e forse non esisterà mai, si sarebbe dovuto accontentare di un minimo vitale, come certe comunità molto povere-in Sardegna, in Grecia, per esempio tra cui i tecnici non sono penetrati e che il denaro non ha corrotto. Là il popolo conosce una felicità austera perché sono stati preservati certi valori veramente umani, di dignità, di fraternità, di generosità, capaci di dare alla vita un sapore unico. Finché continueremo a creare nuovi bisogni si moltiplicheranno le frustrazioni. Quando è cominciata la decadenza? Il giorno in cui si è preferita la scienza alla saggezza, l'utilità alla bellezza. Col rinascimento, il razionalismo, il capitalismo,lo scientismo. Sia pure; ma ora che siamo arrivati a questo punto che fare?(......). Solo una rivoluzione morale, e non sociale né politica né tecnica riporterebbero l'uomo alla verità che ha perduto." Le parole del padre sono preziose per Laurence, lui è un faro nel buio desolante della sua vita. Laurence ha trent'anni, un marito, due figlie, un lavoro gratificante in una agenzia pubblicitaria e un amante. La sua vita è apparentemente calma e piena, e soddisfacente. Dosa con saggezza e attenzione il suo tempo tra il marito e la famiglia, l'amante e il lavoro, e i suoi genitori separati. Sua madre donna mondana e arrivista, vive con un affermato uomo d'affari;il padre, uomo colto e schivo, consapevole dei mali del suo tempo vive in solitudine.Laurence è una donna affermata e realizzata, ma dietro questa immagine perfetta di donna moderna c'è il vuoto. Né diventa consapevole tramite le crisi della sua figlia maggiore e di sua madre. La madre viene letteralmente abbandonata dal suo ricco e potente amante, si ritrova sola, intorno il deserto sociale e i mezzi economici notevolmente ridimensionati. La figlia piange di notte spaventata dalle incognite della vita che avanza, pone interrogativi universali a cui Laurence non sa rispondere ma ne avverte l'importanza, mentre il marito liquida tutto come disturbi infantili che presto passeranno, o al più si può ricorrere ad uno psicologo per rimuoverli. Il vuoto esistenziale di Laurence è incolmabile: eppure ci prova, tenta di crearsi degli interessi, si mostra interessata a quel che accade intorno a lei e nel mondo, ma tutto scivola via come l'acqua sull'olio. Confida per la sua rinascita in un viaggio in Grecia con suo padre. Ma anche questo fallisce: non riesce a vedere quel che il genitore vede, non riesce ad arrivare dove arriva lui con la sua cultura e la sua sensibilità. Lei vede si la bellezza del paesaggio, e poi solo miseria, e povertà, e tristezza. Laurence non riesce ad andare oltre le immagini, oltre le apparenze. "Le belle immagini" è il ritratto spietato delle donne della ricca borghesia, ma anche la critica ad una società superficiale, maschilista, dove conta solo il denaro ed il potere che esso dà. Laurence è la punta dell'iceberg di un mondo vacuo e vano, dove più soldi si hanno più si può abbellire la propria immagine. Quando prende coscienza dell'unitilità del suo essere è troppo tardi per cambiare, per modificare il corso della sua storia, ma come madre e come donna ha il diritto e dovere di proteggere sua figlia dalle ipocrisie e dal falso perbenismo che la vogliono mutilare di quei che ha di più caro: l'amicizia e la propria sensibilità. Il romanzo tocca temi attuali; per certi versi è un opera visionaria, quando fu scritto trattava le caratteristiche di una ristretta classe sociale che con il passare degli anni si sono allargate all'intera società. Come dire: siamo diventati tutti borghesi e tutti dobbiamo fare i conti con quel vuoto esistenziale che ci avvolge.

0 commenti: