"SCOGLIERA" di ADAM OLIVIER
"Ho trentun anni e rimanere in vita per me è stata a lungo un'attività a tempo pieno,un programma,un orizzonte.Conservare una parvenza d'equilibrio.Fare in modo di non andare in pezzi né sciogliersi in lacrime.Non sprofondare,non lasciarmi trascinare da coloro che ormai sono lontani, a cui ero legato e di cui porto il peso.(.......). Conosco il peso dei morti. Conosco la cattiva sorte. Conosco la perdita e il saccheggio, il sapore del sangue, gli anni perduti e quelli che ti scivolano tra le dita. (...........). So che non c'è nulla di affidabile, che tutto si disfa, si incrina e si spezza, che tutto appassisce e tutto muore.(....). Le nostre vite sono tutte uguali. Le nostre vite sono identiche e inquiete. I nostri ricordi sbiaditi, corrosi dall'acido, smagliati come cotone scadente. Il nostro futuro svanito, la nostra storia illeggibile, senza contorni né spina dorsale, a luci spente.
Le nostre vite sono tutte uguali. Le nostre vite sono identiche e disarmate. Siamo cresciuti all'ombra di padri freddi e minacciosi, sulla fragilità sfinita delle nostre madri, ci stringevamo gli uni agli altri nel ventre di città glaciali, di case identiche e terribilmente silenziose, nel solco di strade tormentate dalla noia e dall'angoscia, circondati da adulti morti. Si, siamo cresciuti nel terrore dei nostri padri, nel silenzio inquieto delle nostre madri, nel vuoto scavato da luoghi astratti, inesistenti senza periferia ne centro.(....). Non credevamo in niente e nessuno, e niente e nessuno credeva in noi. La nostra epoca non ci riguarda e la società è una finzione troppo grande anche solo per riuscire ad immaginarla. Andiamo e veniamo in balia della corrente e tutto ci scivola tra le dita. Ci aggrappiamo a ciò che ci rassicura e trattiene, a ciò che ci accomuna e così, strusciandoci gli uni contro gli altri senza mai incontrarci, abbiamo meno paura e qualcosa sembra finalmente delinearsi".
Così scrive ADAM OLIVIER nel romanzo breve "SCOGLIERA". E' sicuramente un libro da leggere.
Una raccolta di undici racconti di Anita Desai, undici perle narrative che catturano l'atmosfera unica dell'India. Ambientati nelle odierne città del Paese riflettono la realtà urbana evocandone i colori, i suoni e l'incandescente temperatura. Raccontano la vita nella sua miseria e nella sua intensità. In essi c'è la saggezza di chi osserva il mondo con disincanto; svelano la complessità dell'animo umano e la tortuose contraddizioni in cui si dibatte.

